Dopo il Salva Italia, il Cresci Italia, il Semplifica Italia ora si parla di lavoro.E qui le cose si complicano.
Il tema interessa l'Italia, l'Europa, il mondo intero.
Il Governo, i partiti, i sindacati.
E tante persone, a una a una.
Come dipanare la matassa? Vedremo nei prossimi giorni.
Intanto seguiamo il botta e risposta fra Eugenio Scalfari e Susanna Camusso ( 1, 2, 3. ), oltre che qualche altro parere: 1, 2, 3, 4.
Chi volesse aggiungere altri link può inviarci i relativi indirizzi Internet.
1 commento:
Articolo 18 sì, articolo 18 no. Mi sembra che la discussione sulla riforma del lavoro, più amplia e complessa, si stia troppo focalizzando e quindi riducendo nel trovare risposta al precedente dilemma. Ma proviamo ad allargare un po' il campo, proviamo a togliere all'art.18 una centralità che, a mio avviso, ha assunto inopinatamente e che pertanto non merita.
Gli obiettivi della riforma del lavoro devono essere due, paralleli ma al contempo tra loro intersecanti: aumentare l'attratività del nostro sistema-Paese e al contempo creare nuove opportunità di lavoro, rivolte principalmente alle figure più deboli (giovani, donne, over 50), così da riuscire il più possibile ad allontanare il modello di precariato ad oggi sempre più diffuso. Un buon punto di partenza potrebbe essere rendere il lavoro flessibile più oneroso di quello a tempo indeterminato, ridurre le tipologie contrattuali atipiche e implementare un buon sistema di ammortizzatori sociali (prendendo spunto, perché no, dal resto dell'Europa). Ma per dare il via a queste riforme, non dobbiamo permettere all'articolo 18 di far deragliare la trattativa, inficiando la possibilità di un accordo che potrebbe portare a una rinnovata crescita del sistema occupazionale: trasformare la precarietà in flessibilità e quindi rendere più inclusivo e fluido il mercato del lavoro non è coincidente con il rimettere in discussione l'art. 18 nella sua funzione deterrente rispetto a discriminazioni ed abusi. Mi auguro che anche i sindacati, fuori da ogni lotta meramente ideologica, lottino in questa direzione.
Barbara Caviglia
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